mercoledì 28 novembre 2018

IREN addio: l’alibi del debito per distruggere i beni comuni

Per fare cassa, il Consiglio Comunale vende IREN ai privati

Una scelta sbagliata

Un incasso di 60 milioni su oltre 3 miliardi di debito non risolve nulla. Il debito di Torino continua a strozzare ogni possibilità di sviluppo della nostra città. Ma ormai è diventato l’alibi per una politica sempre più feroce di austerità di cui l’attuale maggioranza si fa diligente esecutrice.  Dov’è finito l’impegno elettorale di fare un audit sul debito, sui derivati e sugli interessi da usura che fa pagare a tutti noi?
Forse contestare il debito può sembrare una strategia a lungo termine che non risolve le urgenze di bilancio, ma se non si fosse continuato a procrastinare forse qualche risultato a 2 anni dalle elezioni già ci sarebbe. Inoltre, limitarsi a inseguire l’esistente significa che tra un anno saremo nelle stesse condizioni, a vendere un pezzo del patrimonio pubblico per fronteggiare i debiti.

Una scelta dannosa per la città
Se davvero s’intende ridurre l’inquinamento atmosferico favorendo la transizione verso l’elettrico non si consegna la risorsa strategica dell’energia alle grandi Multiutility dell’energia, come si è fatto in passato con gli sceicchi per il petrolio.
Non si affida ai privati la produzione delle energie rinnovabili.
Non si rinuncia al governo pubblico del teleriscaldamento e relative tariffe.

Una scelta miope e anti europea,

rispetto alla tendenza europea di riprendere in mano pubblica la produzione e la gestione dell’energia: oltre 300 casi in Germania (da grandi città come Amburgo, a centinaia di Consorzi Intercomunali)  e ancor più numerosi in Gran Bretagna, tra cui Leeds, Bristol, Nottingham, Liverpool e ora anche Londra.

La proprietà pubblica dell’azienda energetica arricchisce la gamma di strumenti a disposizione del Comune per scelte di sviluppo delle infrastrutture,  del territorio, della mobilità compatibile con l’ambiente.

Il Consiglio Comunale dia prova di vero senso di responsabilità. Quando il debito diventa una voragine inestinguibile che non può essere coperta nemmeno a prezzo di continui sacrifici, bisogna fermarsi e ragionare sulla sua  legittimità.


Basta invocare il debito per giustificare la distruzione del patrimonio cittadino. A oltre due anni  dalle elezioni è ora di cambiare strada. Il Consiglio Comunale di Torino compia un atto di responsabilità e di coraggio:

- non si presti a impoverire ancor di più i torinesi, a privarli dei loro beni comuni, a sfasciare l’Amministrazione comunale;
- la  trappola del debito, come ogni ideologia totalitaria,  porta con sé la tragica realtà di un impoverimento di massa scientificamente praticato;
- proceda a un'autentica auditoria popolare sul debito cittadino;
- dia seguito alla delibera del Consiglio Comunale sulla Cassa Depositi e Prestiti ponendosi alla testa di un movimento nazionale per restituirla alla sua funzione storica di grande strumento della finanza locale;
-  proponga  ai grandi Comuni, altrettanto indebitati, di compiere insieme questi passi coinvolgendo la cittadinanza.

Il municipalismo è un valore se si nutre di democrazia, partecipazione, equità e giustizia sociale.

giovedì 22 novembre 2018

Torino: il Comune rinegozia i mutui e paga 52 milioni di interessi in piu' alle banche

COL CAPPELLO IN MANO

L’Assessore al Bilancio chiede al Consiglio Comunale di Torino di accettare le nuove condizioni finanziarie sul debito, proposte  dalle banche,  per  allentare di poco  la corda al collo del Comune rappresentata dal suo debito.

E lunedì prossimo il Consiglio voterà due delibere melliflue e fuorvianti, che da un lato trattano con stile mieloso un problema drammatico qual è quello del debito pubblico e dall’altro danno l’idea di un ruolo attivo del Comune che invece è di acquiescenza al volere delle banche. Verba manent: la proposta di rinegoziazione dei mutui è pervenuta dalle banche, non è frutto della volontà del Comune – che finora Assemblea21 ha vanamente sollecitato – di mettere in discussione il debito illegittimo, le condizioni poste dalle banche, la manipolazione del tasso Euribor negli anni 2005-2008.

E si spaccia per un vantaggio del Comune di Torino il prolungamento della scadenza dei singoli mutui  sino al 2036 con la conseguente diluizione delle rate e degli interessi. Le delibere infatti NON dicono quale sia il valore esatto del nuovo tasso d’interesse, limitandosi a rimandare ai “tassi a termine impliciti nella curva degli attuali tassi di mercato” e alle “condizioni finanziarie fissate al momento del perfezionamento dell’operazione”.

In realtà le delibere non realizzano alcun risparmio per il Comune, al contrario la rinegoziazione comporta nel suo complesso, fino alle nuove scadenze, maggiori oneri a carico del Comune stesso per un importo stimato, alla data del 7 novembre 2018, di 52.055.317 euro.

È la dimostrazione lampante che il vero interesse delle banche non è quello di farsi restituire al più presto i loro soldi maggiorati dei relativi interessi,  ma di tenere il più a lungo possibile  il laccio del debito al collo dei debitori assicurandosi un’entrata certa a cadenze regolari – il pagamento degli interessi –  e disporre  prima o poi dei beni del debitore (SMAT ad es. è da anni il boccone più saporito anche per IREN).

E’ chiaro ormai che l’obiettivo delle banche,  della finanza nazionale e sovranazionale, non  è la riduzione o la scomparsa del debito, bensì la continua estrazione di valore dai beni comuni e la perpetuazione del rapporto di sudditanza dei debitori pubblici nei confronti dei creditori privati.

Un rapporto di sudditanza  al quale avevamo sperato volesse sottrarsi l’Assessore al Bilancio Rolando, promettendo di verificare se e in quale misura i contratti di finanza derivata contengano pattuizioni dannose per il Comune e quindi tutti i torinesi ma respingendo la nostra richiesta di sospendere il pagamento alle banche dei 16 milioni di euro all'anno  di super-interessi sui derivati.

Ancora una volta, la Città di Torino si presenta alle banche col cappello in mano.

mercoledì 21 novembre 2018

PROSSIMO INCONTRO: LUNEDI' 4 FEBBRAIO

Assemblea21 si riunisce il
4 febbraio alle 21 
presso il CSOA Gabrio, in via Millio 42 a Torino

sabato 20 ottobre 2018

INCONTRO LUNEDI 22 OTTOBRE ore 21

ASSEMBLEA21
si ritrova

LUNEDI 22 OTTOBRE ore 21
presso C.S.O.A. Gabrio - via Millio 42 TORINO  

punti in discussione:
iniziative sui fondi ex Gescal per il finanziamento dell'edilizia pubblica a disposizione della Cassa Depositi e Prestiti e inutilizzati
organizzazione partecipazione alla manifestazione di Torino dello sciopero generale dei sindacati di base di venerdì 26 ottobre
comunicato sul progetto di piano di azione Torino 2030
iniziative coordinamento CADTM
varie

venerdì 28 settembre 2018

BOZZA DI DELIBERA PER ANALISI DEI CONTRATTI DERIVATI DEL COMUNE DI TORINO ED EVENTUALE NEGOZIAZIONE

ANALISI  SULLA BOZZA DI DELIBERA: "AVVIO ANALISI E VALUTAZIONE TECNICO-FINANZIARIA DELLE OPERAZIONI IN STRUMENTI DI FINANZA DERIVATA ED ASSISTENZA NELL'EVENTUALE ATTIVITA' DI NEGOZIAZIONE CON GLI ISTITUTI CONTROPARTI

Assemblea21 sta conducendo  un’indagine indipendente e popolare sul debito del Comune di Torino, per contrastarne concretamente la legittimità e liberare risorse in direzione del soddisfacimento dei bisogni fondamentali della nostra comunità territoriale.
Prendiamo atto dell’intenzione dell’Amministrazione comunale di avviare finalmente un’analisi dei derivati aottoscritti dal Comune di Torino per verificarne liceità, legittimità, validità economico-finanziaria e giuridica e convenienza sociale.
Abbiamo perciò letto con attenzione la bozza di delibera che l’Assessore Rolando intende proporre all’approvazione della Giunta Comunale ed esprimiamo le seguenti valutazioni.

Fuori dalla trappola del debito: riappropriarsi della ricchezza collettiva.

Pubblichiamo il comunicato stampa inviato dopo la commissione bilancio del comune di Torino del 3 settembre 2018
Fuori dalla trappola del debito: riappropriarsi della ricchezza collettiva.

Il 3 settembre si è svolta una nuova seduta della Commissione Bilancio del Comune di Torino sui contratti derivati.
L’Assessore competente, Sergio Rolando, ha comunicato che l’amministrazione intende svolgere un’analisi tecnico-legale dei derivati della città, con lo scopo di verificare l’esistenza nei contratti di condizioni squilibrate tra le parti che hanno danneggiato il Comune e di individuare le possibili azioni (negoziazione o giudizio) che potranno essere poste in essere per ridurre gli effetti negativi di questi strumenti finanziari sulla città. L’incarico verrà assegnato a un soggetto privato, attraverso un gara europea (il compenso ammonterà a circa 40.000 €). La Delibera di Giunta che dà avvio all’analisi verrà approvata nei prossimi giorni.
L’Assessore, su richiesta anche di alcuni consiglieri, ha riconosciuto la necessità di gestire la questione dei derivati anche attraverso un’azione politica, che dice di stare portando avanti (nell’ambito dell’ANCI) attraverso un dialogo con altri Comuni che vivono le stesse problematiche e ha aggiunto che, secondo lui, l’azione politica dovrebbe ricevere un impulso anche dal Governo nazionale, che però non ha ancora contattato.

giovedì 27 settembre 2018

Perchè chiediamo al Comune di Torino una moratoria immediata sui contratti derivati

Pubblichiamo il documento che è stato consegnato alla Commissione Bilancio del Comune di Torino il 3 settembre 2018: contiene le nostre considerazioni e analisi sullo stato dei derivati sottoscritti dal Comune di  Torino e le motivazioni per cui andrebbe fatta una moratoria immediata del pagamento degli stessi.

Per ora l'Amministrazione Appendino ha in cantiere solo una delibera per affidare l'analisi dei contratti ad un privato ed agire solo dopo un'ulteriore analisi: troppo poco, la moratoria deve essere fatta subito ogni giorno che passa regaliamo solo altro denaro ai banchieri e finanzieri, mentre nella nostra città mancano i finanziamenti per qualsivoglia iniziativa pubblica!