sabato 4 luglio 2020

Riunione pubblica lunedì 6 luglio ore 21

Riunione pubblica di Assemblea21 lunedì 6 luglio alle ore 21 presso il cortile del csoa Gabrio, via Millio 42 Torino, per fare il punto della situazione e discutere delle iniziative in corso e future

giovedì 25 giugno 2020

Lunedì 29 giugno ore 15: presidio per il diritto all'abitare

Riteniamo di dover convocare un presidio sotto il Comune di Torino per il 29 giugno a partire dalle  15, in concomitanza con la seduta del Consiglio Comunale (Consiglio virtuale, presidio reale!), per contrastare vecchie e nuove povertà figlie della pandemia e riportare all'attenzione pubblica il dramma dell'emergenza abitativa. Con un incremento annunciato di sfratti previsto per l'autunno, è doveroso proporre delle contromisure:

1) RESIDENZA PER LE OCCUPAZIONI ABITATIVE. Occupare non è un crimine, ma una necessaria risposta all'impossibilità di avere un tetto, perciò è inaccettabile escludere dai fondamentali diritti di cittadinanza le famiglie che sono costrette a fare questa scelta. Appendino, nell'ormai lontana campagna elettorale del 2016, aveva dichiarato che nessuno sarebbe rimasto indietro: l'ennesima promessa non mantenuta dal M5S Torino.

2) BLOCCO DEGLI SFRATTI e delle procedure degli sfratti per morosità almeno fino al 31 dicembre

3) RIPARTENZA IMMEDIATA DELL'EROGAZIONE DI BUONI SPESA PER LE FASCE DEBOLI. Senza escludere i percettori di altri sussidi e facendo in modo che la futura erogazione di buoni spesa venga indirizzata prioritariamente a chi oggi si trova in grave difficoltà. È necessaria anche una revisione dei requisiti per l'accesso ai sussidi RdC, REM, etc. perché, ad oggi, sono troppi i nuclei familiari, con un disagio economico, esclusi.

4) MODIFICA DEL DL RILANCIO PER ASSICURARE MAGGIORI RISORSE AL SOSTEGNO PER L'AFFITTO. Il Fondo Nazionale di Sostegno alla Locazione partirà, per quanto riguarda la Regione Piemonte, con i bandi a settembre. L'erogazione ai cittadini, ad essere ottimisti, nei primi mesi del 2021. L'emergenza è ORA: non affrontarla è una responsabilità della giunta Cirio! Anche qui a Torino assistiamo a tristissime manifestazioni di fascisti con il tricolore che tentano di proteggere i loro ras che governano in Regione . Noi non ci caschiamo e chiediamo una accelerazione dei bandi e dell'erogazione del contributo, senza l'esclusione dei percettori di altri sussidi.

5) IL COMUNE DEVE ATTIVARSI PRESSO IL GOVERNO per chiedere il rifinanziamento di un fondo nazionale dedicato all'edilizia sociale pubblica per la riqualificazione, la ristrutturazione, il mantenimento e l'ampliamento del patrimonio pubblico abitativo.

6) E POI C’È UN TESORETTO… MAI SPESO, VERGOGNA! C’erano una volta i fondi “Gescal” contributi versati, nel secolo scorso, dai lavoratori e trattenuti dalle loro buste paga, finalizzati alla realizzazione  di  case ad edilizia popolare. Dalla metà degli anni 90, al termine di questa contribuzione, l’”avanzo” è stato trasferito a Cassa Depositi Prestiti (l’istituto che raccoglie i risparmi postali di migliaia di cittadini) per un importo di circa 2,8 miliardi di euro!
Un tesoretto dormiente, ripartito sulla carta tra le regioni e custodito nei forzieri di CDP che li gestisce su un conto corrente specifico utilizzato per attività finanziarie di diversa natura.
Alla Regione Piemonte spetterebbero 46 milioni di euro, chi o cosa si aspetta per avere a disposizione tali somme che potrebbero in parte rispondere alla drammatica emergenza abitativa di tante famiglie e singoli?

Lunedì 29 giugno all'ordine del giorno del Consiglio Comunale c'è la proposta di ritiro delle deleghe "Coordinamento alle politiche sociali, educative e di cittadinanza" all'Assessora Schellino. L'inadeguatezza e i fallimenti dell'Assessora rimangono tuttavia l'espressione di una Giunta e di una Sindaca che hanno da tempo scelto priorità diverse rispetto al perseguimento del diritto alla casa per tutt*.
Per evitare che la condizione si aggravi ulteriormente, anche numericamente, formuliamo queste proposte e convochiamo il presidio sotto il Comune.

Assemblea21
Case Occupate Zona San Paolo

sabato 20 giugno 2020

lunedì 22 giugno ore 21, riunione pubblica di Assemblea21




prossima riunione pubblica di Assemblea21

lunedì 22 giugno ore 21 - Via Muriaglio 13
cortile case occupate zona San Paolo 

si discuterà di
questione abitativa 
continuazione campagna "Paghino i ricchi"
rinegoziazione comunale del debito
iniziative su sanità
prese di posizione e comunicati

mercoledì 10 giugno 2020

lunedì 15 giugno ore 21 - incontro pubblico


prossima riunione pubblica di Assemblea21

lunedì 15 giugno ore 21 - Via Muriaglio 13
cortile case occupate zona San Paolo 

Primo incontro pubblico dopo il lockdown per analizzare la situazione torinese 
(debito, emergenza abitativa, sanità, etc) e  decidere insieme le azioni future.

domenica 7 giugno 2020

#restiamosvegl* Il frammento di verità



Quando cerchi con attenzione, trovi sempre il frammento, la spina che lavora sotto pelle, la voce che presenta orgogliosamente una tonalità non conforme al coro. Minuto 21:05, un cartello recita: "PD merda. Ricordiamo il decreto Minniti". In una giornata bellissima con tanti giovani (2000 secondo la stampa, 5000 per la questura, una meravigliosa inversione di tendenza, la questura moltiplica per due soltanto se puoi creare un pericoloso assembramento che strizza l'occhio al Covid-19), qualche t-shirt di Libera su corpi attempati ma ancora, Deo Gratias!, con la forza necessaria per alzare il pugno chiuso. 

Quello che colpisce, in negativo, è l'assenza di critica al Governo: nessuna richiesta di cancellazione dei decreti sicurezza, nessuna denuncia dei lager in Libia, nessuna denuncia dei lager italiani i CPR, nessuna condanna di una azione governativa che, sul piano della migrazione e del razzismo, è in netta continuità con il Governo M5S-Lega: il rapporto Amnesty International reso pubblico due giorni fa è chiaro "Una progressiva criminalizzazione delle ONG che operavano nel soccorso dei migranti e richiedenti asilo. Gli effetti del decreto sicurezza hanno provocato 24000 persone senza status legale per l'abolizione della protezione umanitaria, limitando il loro accesso all'assistenza medica, all'alloggio, ai servizi sociali, all'istruzione e al lavoro, lasciandoli in una condizione di vulnerabilità a sfruttamento e abusi".

No justice, no peace. Giustizia per George Floyd ma anche per il migrante tunisino (senza nome per la stampa) che il 19 maggio 2020 è morto dopo essersi gettato in mare dalla nave quarantena Moby Zazà, nel tentativo di raggiungere la costa a nuoto. Vittima non di Salvini, ma dell'attuale Governo. Nel gennaio 2019 il manifesto "Non siamo pesci" lanciato da Luigi Manconi, ha raccolto migliaia di firme di scrittori e intellettuali per denunciare la politica razzista e criminale di Salvini. L'ultimo post della pagina Facebook "Non siamo pesci" è datato 2 marzo 2019. Una protesta, più che legittima, necessaria, non può prescindere da una critica forte all' azione governativa portata avanti da partiti che si definiscono di sinistra ma che, nei fatti, con una sinistra realmente antirazzista non hanno nulla a che spartire.

#restiamosvegl*

giovedì 28 maggio 2020

2 giugno ore 14,30: "Il mondo che verrà? Dipenderà da noi"

Martedì 2 giugno alle 14,30 a Torino, in piazza Castello, si terrà il presidio "Il mondo che verrà? Dipenderà da noi", convocato dal sindacato SiCobas Torino e da movimenti, realtà sociali e di base al termine di un percorso di discussione nazionale che ha portato all'organizzazione della stessa iniziativa in contemporanea in altre città italiane. Scopo è rivendicare che le conseguenze della crisi sanitaria ed economica generata dalla epidemia del Covid-19 non si abbattano su chi è in condizioni personali, sociali o economiche già deboli: i promotori dell'iniziativa hanno stilato in proposito una piattaforma di interventi chiesti al Governo e agli enti pubblici, pubblicata in https://www.facebook.com/events/3514507745233272/. Assemblea21 aderisce e sarà presente aggiungendo i contenuti frutto della propria attivitá a quelli dell'iniziativa.

giovedì 21 maggio 2020

DERIVATI: IL COMUNE ASCOLTI I 'CONSIGLI' DELLA CORTE DI CASSAZIONE.

Se il Comune di Torino volesse davvero recuperare denaro da usare per aiutare nei prossimi anni la città a uscire dalle enormi difficoltà create dalla epidemia del Coronavirus, proverebbe a non pagare alla banche tutti gli interessi possibili tra quelli che ogni anno versa loro in conseguenza dei derivati stipulati tra 20 e 30 anni fa. E potrebbe farlo anche sulla base della recente sentenza della Corte di Cassazione relativa a una causa tra il Comune di Cattolica e la BNL, applicabile anche in qualunque altra causa venga intentata da un ente pubblico per fare annullare il contratto di un derivato. La Cassazione ha stabilito infatti che se la banca non aveva fornito, prima della firma, informazioni che permettevano all'ente di stabilire con precisione quali e quanti sarebbero stati i costi da sostenere nel corso degli anni in conseguenza delle clausole previste nel contratto, il medesimo e' considerato nullo. Più volte da Assemblea21 e prima ancora da altri movimenti è stato denunciato che proprio grazie a queste clausole sfavorevoli appositamente inserite con formulazioni complesse e spesso incomprensibili, i derivati si sono rivelati fonte di grosse perdite per gli enti pubblici (ma anche per le aziende private) e quindi di grossi guadagni per le società finanziarie con cui i relativi contratti sono stati stipulati: e la Cassazione con la sentenza ha evidenziato come se non è provato che l'ente era stato esplicitamente informato delle conseguenze economiche negative che negli anni si sarebbero venute a creare (ma se lo fosse stato scatterebbero invece le responsabilità personali per danni patrimoniali degli amministratori pubblici), il derivato e' nullo. Ma non solo questo, perchè con la sentenza è stato introdotto un altro argomento forte e cioè quello per cui l'organo di un ente, come il Comune di Cattolica, che può legittimamente approvare una delibera che autorizza la firma del contratto derivato è il Consiglio Comunale e non la Giunta, come non poche volte invece è stato, perchè il derivato crea un debito il quale incide sul bilancio annuale e pluriennale dell'ente modificandone la previsione di spesa e il bilancio è una competenza superiore riservata dalla legge al Consiglio Comunale. Per cui è da considerare nullo, di conseguenza, anche il derivato deliberato solamente dalla Giunta.
L'Assessore al Bilancio Sergio Rolando nel gennaio 2019 aveva fatto approvare dalla Giunta comunale torinese una delibera per la ricerca di consulenti finanziari disponibili ad analizzare, in cambio di 35.000 euro più una percentuale di quanto mai fosse stato risparmiato a seguito della loro azione, i contratti dei derivati in carico al Comune di Torino e verificare se ci fossero le condizioni per metterne alcuni in discussione: non sappiamo che fine abbia fatto questa iniziativa, sulla quale abbiamo già espresso comunque rilievi critici per il ricorso a privati da retribuire lautamente invece che ad autorità pubbliche esperte e competenti in materia, ma riteniamo che la consulenza gratuita, anche se non richiesta, della Corte di Cassazione il Comune di Torinosia è tenuto a prenderla in considerazione e ad applicarla, utilizzando anche questo strumento per arrivare ad annullare comunque tutti i derivati ancora in suo possesso, cosa che Assemblea21 chiede da tempo