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giovedì 17 settembre 2020

Giovedì 24 settembre: riunione pubblica sulla revisione del Piano Regolatore di Torino

La revisione del Piano Regolatore di Torino decisa dal Consiglio Comunale dopo 25 anni dalla sua approvazione  è attualmente nella fase della presentazione di osservazioni al progetto da parte dei soggetti interessati, che si conclude il 24 settembre. Chiunque puo' presentarne, ma i piu' interessati a farlo sono come al solito coloro che, singolarmente o rappresentati dalle associazioni di categoria (imprenditoriali, di professionisti, di commercianti, della finanza ecc) vogliono poter trarre profitto dalle modifiche alla struttura della città che la revisione comporterà. Poca o nessuna attenzione prestano costoro alle ricadute positive che invece ci dovrebbero essere sull'ambiente, sulla salute, sulla qualità della vita delle persone,  aspetti ritenuti sacrificabili agli obiettivi di sfruttamento economico del territorio urbano. 

Invece proprio su questo tipo di ricadute si e' concentrata l'attenzione di comitati, associazioni, gruppi spontanei e realtà sociali, che dopo aver verificato l'esistenza di grosse criticità e di condizioni inaccettabili già nel progetto di revisione elaborato dall'Amministrazione Comunale, interessata soprattutto all'aumento dei valori economici e a chi ne beneficia, si sono attivati per confrontarsi con i cittadini e le cittadine raccogliendo anche firme per sottoporre al Comune le proprie di osservazioni, destinate a essere valutate quindi all'interno del percorso politico e amministrativo di revisione che culminerà con il dibattito in Consiglio Comunale al cui termina verrà approvato il nuovo Piano Regolatore revisionato. 

Per fare in modo che il lavoro svolto da ogni comitato o gruppo possa diventare patrimonio comune e contribuire a costituire un blocco di pressione e sorveglianza  sul resto del percorso che la revisione deve ancora fare, per supportare quello che e' stato proposto ma anche per contrastare cosa di dannoso il progetto definitivo inevitabilmente conterrà, Assemblea21 ritiene indispensabile un confronto tra comitati, gruppi, associazioni, realtà e cittadine e cittadini che relativamente alla revisione del Piano hanno prodotto osservazioni, realizzato iniziative, discusso oppure che anche solamente ritengono esso sia una occasione da non perdere per ridiscutere l'assetto della città. 

Con l'obiettivo inoltre di costruire nel breve periodo, prima della discussione in Consiglio Comunale, UNA INIZIATIVA PUBBLICA che porti all'attenzione cittadina quanto fatto dal basso per proporre nuove e migliori modi di strutturare la città  e contrastare le spinte allo sfruttamento del suolo, alla chiusura dei servizi pubblici, alla disgregazione sociale che scelte urbanistiche volutamente generano quando sono dettate dalle logiche del profitto, superando il silenzio dei mezzi di informazione principali e la grave mancanza di attenzione da parte dell'Amministrazione comunale. 

Con questi obiettivi, invitiamo pertanto tutte e tutti alla 


riunione pubblica 
giovedì 24 settembre alle ore 21
presso
 il CSOA Gabrio in via Millio 42 Torino

giovedì 31 ottobre 2019

7 novembre: proiezione documentario "Con quale diritto"






Giovedì 7 novembre CineSpritz CSOA Gabrio e Assemblea21, in collaborazione con https://www.trancemedia.eu/all'interno della rassegna cinematografica di novembre sulle trasformazioni urbane programmata al CSOA Gabrio in via Millio 42 Torino, presentano il documentario

"CON QUALE DIRITTO"
regia di Claudio Papalia e Tiziana Ripani
(Trancemedia.eu, 2019)


Proiezione ore 21,30; a seguire chiacchierata sulla speculazione, grandi opere e trasformazioni urbane con Assemblea 21.
Movimenti territoriali ambientalisti e sociali, avversi a mega- giga-tera-progetti: TAV, TAP “hub del gas”, MUOS. Movimenti che, in lunghe resistenze responsabili, questionano la legittimità stessa del diritto vigente e sperimentano una socialità coerente con i diritti della Terra e dei viventi.

Cinque anni d’indagine partecipante e osservativa di Trancemedia.eu precedono la realizzazione del film. Abbiamo raccolto le voci di nuovi contadini capaci di praticare un’agroecologia efficace per la risoluzione dei bisogni primari, di attivisti e studiosi che contrastano con la critica dell’estrattivismo autoritario i modelli economici e di dominio giunti allo stremo, di realtà territoriali condotte dall’asprezza del confronto a maturare sapere, visione e nuovi paradigmi: ossia i presupposti della capacità di governo.

Ne risulta un germoglio di discorso coerente, rispondente al bisogno ormai palese nel globo di nuove dimensioni della lotta politica per l’autogoverno ecologico e solidale, un bisogno particolarmente acuto nel malessere dell’Europa di oggi, deficitaria di coesione sociale e di cultura innovativa perché impegnata (per darne una lettura positiva) nel governo dei sintomi anziché in quello delle cause.

“Con quale diritto” propone uno stimolo alla elaborazione organica. La forma-manifesto, lungi da pretese sistemiche, connette fra loro riflessioni di cittadini detti nimby perché consapevoli di rifiutare nel proprio giardino quanto non ha più diritto di stare da nessuna parte. Per incoraggiare l’autostima dei movimenti e la convergenza evolutiva di nuovi, vitali progetti. Perché una cosa è davvero ‘necessaria e urgente’: superare il dominio di una ‘scuola normale’ ormai decrepita e assai perigliosa, smantellare un pensiero unico suicida, imporre una stretta disciplina alla finanza smisurata.