sabato 20 ottobre 2018

INCONTRO LUNEDI 22 OTTOBRE ore 21

ASSEMBLEA21
si ritrova

LUNEDI 22 OTTOBRE ore 21
presso C.S.O.A. Gabrio - via Millio 42 TORINO  

punti in discussione:
iniziative sui fondi ex Gescal per il finanziamento dell'edilizia pubblica a disposizione della Cassa Depositi e Prestiti e inutilizzati
organizzazione partecipazione alla manifestazione di Torino dello sciopero generale dei sindacati di base di venerdì 26 ottobre
comunicato sul progetto di piano di azione Torino 2030
iniziative coordinamento CADTM
varie

venerdì 28 settembre 2018

BOZZA DI DELIBERA PER ANALISI DEI CONTRATTI DERIVATI DEL COMUNE DI TORINO ED EVENTUALE NEGOZIAZIONE

ANALISI  SULLA BOZZA DI DELIBERA: "AVVIO ANALISI E VALUTAZIONE TECNICO-FINANZIARIA DELLE OPERAZIONI IN STRUMENTI DI FINANZA DERIVATA ED ASSISTENZA NELL'EVENTUALE ATTIVITA' DI NEGOZIAZIONE CON GLI ISTITUTI CONTROPARTI

Assemblea21 sta conducendo  un’indagine indipendente e popolare sul debito del Comune di Torino, per contrastarne concretamente la legittimità e liberare risorse in direzione del soddisfacimento dei bisogni fondamentali della nostra comunità territoriale.
Prendiamo atto dell’intenzione dell’Amministrazione comunale di avviare finalmente un’analisi dei derivati aottoscritti dal Comune di Torino per verificarne liceità, legittimità, validità economico-finanziaria e giuridica e convenienza sociale.
Abbiamo perciò letto con attenzione la bozza di delibera che l’Assessore Rolando intende proporre all’approvazione della Giunta Comunale ed esprimiamo le seguenti valutazioni.


* Ci sembra riduttivo escludere a priori un eventuale annullamento, parziale o totale,
del debito sui derivati del Comune, limitandosi fin d’ora alla sola possibilità di
“negoziazione” del debito stesso con le controparti;

* ci sembra altresì riduttivo indicare esplicitamente solo tre punti da sottoporre ad analisi, come se non fossero altrettanto importanti aspetti quali: la competenza di chi ha proposto e sottoscritto quei contratti, eventuali vincoli di riservatezza e/o segretezza, la rinuncia alla sovranità giuridica e giudiziaria con l’opzione a favore della legislazione e del Foro competente in Paese straniero; l’entità dei costi da affrontare in caso di controversie.

* Se possiamo convenire sul fatto che, come scritto in delibera, le verifiche che il Comune intende effettuare “… richiedono competenze altamente specialistiche e adeguati strumenti di analisi finanziaria propri di un preciso ramo della finanza aziendale e del diritto finanziario e pertanto, nell’affrontare la prospettata analisi
di convenienza, risulta indispensabile affidarsi ad operatori economici specializzati dotati di una struttura organizzativa idonea a condurre una valutazione afferente a tutti i profili economico, finanziario, fiscale, civilistico e amministrativo delle operazioni finanziarie e dei relativi strumenti da sottoporre ad analisi",
contestiamo invece la scelta di rivolgersi esclusivamente al mercato, escludendo a priori le competenze e i contributi di leale collaborazione costituzionale tra Enti Pubblici, quali Università, Avvocatura dello Stato, Ministero Finanze e Tesoro, e la stessa Corte dei Conti che non ha mancato di segnalare, anche al Comune di Torino, criticità (sic!) in materia di derivati.

Università - Ci risulta ad es. che accordi di collaborazione con l’Università di Torino, e in particolare con i diversi Dipartimenti competenti in materia (Management, Economia, Matematica e Giurisprudenza) siano possibili e normati da apposito Regolamento, v.
https://www.unito.it/sites/default/files/reg_amm_fin_cont_3106_2017.pdf che all’art. 74, 1) – “Contratti attivi per attività in collaborazione o in conto terzi”, prevede esplicitamente che: “L’Università degli Studi di Torino può effettuare prestazioni a 1 V. in particolare la sentenza n.19 del 1997 della Corte Costituzionale che àncora all’Art. 5 della Carta “…il principio di leale collaborazione (che) deve governare i rapporti fra Stato e Regioni nelle materie e in relazione alle attività in cui le rispettive competenze concorrano o si intersechino, imponendo un contemperamento dei rispettivi interessi (…)”.
titolo oneroso, in collaborazione e per conto di organismi comunitari, enti pubblici e privati nazionali e internazionali, attività di formazione, studi, ricerche, consulenze, analisi, controlli, tarature, prove ed esperienze, o altre attività nel rispetto delle proprie finalità istituzionali.”
Si tratterebbe di una collaborazione istituzionale in ogni caso tendenzialmente più conveniente per il Comune, perché l'Università non ha finalità di lucro, oltre all'evidente preferenza da accordare al parere pubblico, che è costituzionalmente vincolato alla imparzialità!
Se l'importo è sotto i 40mila euro si può fare l'affidamento diretto, e comunque la scelta del privato senza rivolgersi all'Università provoca una spesa (inutile/eccedente) denunciabile alla Corte dei conti.
Corte dei Conti - Non può non possedere le competenze richieste, in base alle quali ha imposto il risanamento del bilancio comunale v. Patto di rientro dal debito approvato dal Consiglio comunale con deliberazione 2017 03908/024, All. 1 punto 9), ma anche perché la Corte dei Conti nazionale riceve e controlla tutti gli accordi e transazioni sui derivati stipulati dagli Enti Locali. Vedi qui sotto : Ministero Finanze
Ministero delle Finanze – Dipartimento del Tesoro - Non può non possedere le stesse competenze dovendo effettuare il monitoraggio dei contratti e transazioni inerenti i prodotti finanziari derivati. Il Decreto Ministeriale 1/12/2003, n. 389 Art. 1, comma1), stabilisce infatti che gli Enti locali devono trasmettere al Dipartimento del Tesoro tutti i contratti e transazioni sui derivati per il relativo monitoraggio e trasmissione alla Corte dei Conti che verifica se corrispondono all’interesse pubblico (danno erariale ecc.) .
Non è pensabile che questi Organismi possano pronunciarsi nel merito senza le competenze adeguate.
Avvocatura dello Stato : nazionale e/o distrettuale - Art. 13 Regio Decreto 30 ottobre 1933, n. 1611 “… provvede (…) alle consultazioni legali richieste dalle Amministrazioni ed inoltre a consigliarle e dirigerle quando si tratti di promuovere, contestare o abbandonare giudizi (…) predispone transazioni d'accordo con le Amministrazioni interessate o esprime parere sugli atti di transazione redatti dalle Amministrazioni: prepara contratti o suggerisce provvedimenti intorno a reclami o questioni mossi amministrativamente che possano dar materia di litigio.”
Riteniamo pertanto prioritario, prima di rivolgersi al mercato, interpellare gli Organismi Pubblici sopra citati.

Auspichiamo infine che vengano predisposti gli strumenti per dare puntuale e trasparente informazione alla cittadinanza sull'indagine che andrà ad avviarsi e sui suoi esiti.

Fuori dalla trappola del debito: riappropriarsi della ricchezza collettiva.

Pubblichiamo il comunicato stampa inviato dopo la commissione bilancio del comune di Torino del 3 settembre 2018
Fuori dalla trappola del debito: riappropriarsi della ricchezza collettiva.

Il 3 settembre si è svolta una nuova seduta della Commissione Bilancio del Comune di Torino sui contratti derivati.
L’Assessore competente, Sergio Rolando, ha comunicato che l’amministrazione intende svolgere un’analisi tecnico-legale dei derivati della città, con lo scopo di verificare l’esistenza nei contratti di condizioni squilibrate tra le parti che hanno danneggiato il Comune e di individuare le possibili azioni (negoziazione o giudizio) che potranno essere poste in essere per ridurre gli effetti negativi di questi strumenti finanziari sulla città. L’incarico verrà assegnato a un soggetto privato, attraverso un gara europea (il compenso ammonterà a circa 40.000 €). La Delibera di Giunta che dà avvio all’analisi verrà approvata nei prossimi giorni.
L’Assessore, su richiesta anche di alcuni consiglieri, ha riconosciuto la necessità di gestire la questione dei derivati anche attraverso un’azione politica, che dice di stare portando avanti (nell’ambito dell’ANCI) attraverso un dialogo con altri Comuni che vivono le stesse problematiche e ha aggiunto che, secondo lui, l’azione politica dovrebbe ricevere un impulso anche dal Governo nazionale, che però non ha ancora contattato.
Rolando ha aggiunto poi che sta contrattando con le banche (escludendo Dexia Crediop, bloccata perché sottoposta ad un piano di risoluzione!) anche sui mutui, per ridurne il peso sulla città.
Come abbiamo detto nel nostro intervento davanti alla Commissione, riteniamo che, riguardo ai derivati, l’iniziativa di tipo politico (da affiancare all’analisi tecnico-legale) sia imprescindibile. I derivati, strumenti altamente rischiosi piazzati dalle banche agli EELL negli anni 2000, non avrebbero dovuto proprio essere stipulati dal Comune. In più molti dei contratti torinesi sono stati strutturati in maniera sbilanciata a favore della banca, sia sul piano delle clausole (si pensi alla possibilità di recedere anticipatamente prevista solo per la banca) sia finanziario (i meccanismi di protezioni inseriti solo a favore delle banche e non anche del Comune spiega i consistenti saldi negativi per quest’ultimo e il fatto che lo scenario di tassi bassi di mercato degli ultimi anni abbia inciso negativamente soltanto sul Comune). Tra l’altro le banche controparti sono le stesse che hanno concesso i mutui o acquistato le obbligazioni cui il derivato è agganciato.
Vigileremo quindi sul rispetto degli impegni presi dall’amministrazione relativamente alle trattative con le banche, alla ricerca di alleanze con gli altri Comuni e a quella di un appoggio dal Governo nazionale. Riteniamo però che la moratoria cui si deve mirare debba riguardare tutto il saldo negativo a carico del Comune e non solo una parte. La città, per i derivati, fino ad oggi ha già regalato 90 milioni di euro alle banche. Almeno si eviti la perdita prevista per il futuro (quasi 150 milioni di euro).Riguardo all’analisi tecnico-legale che l’amministrazione sta per avviare, risulta assurdo che il Comune abbia deciso di spendere soldi per incaricare un soggetto privato, invece di chiedere un parere ed un aiuto ad enti pubblici, come la Corte dei Conti, l’Avvocatura generale dello Stato, il Ministero delle Finanze, l’Università, come prevede la Costituzione che sancisce il principio di leale collaborazione tra le istituzioni pubbliche, che, a differenza di quanto affermato dall’Assessore Rolando, comprendono dentro di sé le competenze necessarie e che dovrebbero svolgere anche questo tipo di servizio pubblico.
Il prossimo 6 ottobre parteciperemo all’incontro nazionale dei comitati per l'audit sul debito. Per iniziare un percorso condiviso con le altre realtà italiane che soffocano sotto la morsa del debito illegittimo: pretesto per tutte le scelte scellerate che da anni subiscono le nostre società.

giovedì 27 settembre 2018

Perchè chiediamo al Comune di Torino una moratoria immediata sui contratti derivati

Pubblichiamo il documento che è stato consegnato alla Commissione Bilancio del Comune di Torino il 3 settembre 2018: contiene le nostre considerazioni e analisi sullo stato dei derivati sottoscritti dal Comune di  Torino e le motivazioni per cui andrebbe fatta una moratoria immediata del pagamento degli stessi.

Per ora l'Amministrazione Appendino ha in cantiere solo una delibera per affidare l'analisi dei contratti ad un privato ed agire solo dopo un'ulteriore analisi: troppo poco, la moratoria deve essere fatta subito ogni giorno che passa regaliamo solo altro denaro ai banchieri e finanzieri, mentre nella nostra città mancano i finanziamenti per qualsivoglia iniziativa pubblica!






domenica 17 giugno 2018

LETTERA APERTA ALLA CORTE DEI CONTI - DERIVATI DELLA CITTÀ DI TORINO: DAVVERO VA TUTTO BENE?

LETTERA APERTA ALLA CORTE DEI CONTI DEL PIEMONTE

DERIVATI DELLA CITTÀ DI TORINO: DAVVERO VA TUTTO BENE?
Sono tantissimi i Comuni italiani che hanno perso e stanno perdendo enormi quantità di denaro pubblico a causa dei derivati. Il fenomeno ha provocato anche l’esplosione di un contenzioso giudiziario di fronte a tutti i tipi di tribunali (civile, penale, amministrativo) e a diverse giurisdizioni (italiana e inglese), e ha indotto il legislatore a vietare, dal 2009, la sottoscrizione, da parte degli EELL, di questi rischiosi strumenti finanziari (è ammesso solo il c.d. cap).
Per i derivati ogni anno la nostra città subisce pesanti perdite (quest’anno spenderemo circa 16 milioni euro). Dal 2002 al 2017, per i derivati, il Comune di Torino ha bruciato più di 90 milioni di euro. Sottraendo risorse ai servizi fondamentali per la vita di tutti (casa, sostegno al reddito, sostegno a persone in difficoltà, accoglienza a chi scappa da guerre e povertà, edilizia scolastica, servizi educativi, politiche ambientali, trasporti pubblici, incremento del personale dipendente che gestisce i servizi comunali, gestione del patrimonio comune, ecc.). Perciò abbiamo cercato di approfondire cosa fosse contenuto realmente in questi contratti e abbiamo scoperto le stesse criticità rilevate nei derivati di molti altri Comuni (come ha denunciato anche l’ANCI): in alcuni derivati ci sono condizioni contrattuali sbilanciate a sfavore del Comune.
Qualche esempio:
  • alcuni derivati torinesi contengono clausole di chiusura anticipata unilaterali, che consentono alla Banca, ma non anche al Comune, di poter recedere qualora si verificasse un peggioramento del merito creditizio di quest’ultimo
  • in alcuni casi il Comune ha accettato tassi molto più elevati di quelli che pagava sulla posizione debitoria
  • le soglie cap e flor in alcuni derivati torinesi sono molto elevate, creando condizioni sbilanciate a favore delle banche: l’opzione di garanzia venduta al Comune è legata ad andamenti dei tassi che, in base ai dati storici, hanno una probabilità molto più bassa di verificarsi, rispetto a quelli a cui sono legate le garanzie vendute alla Banca. Cioè il rischio che si assume il Comune è molto maggiore di quello che si assume la banca. Inoltre riscontriamo l’assenza di soglie nei casi in cui è la banca a pagare un tasso variabile, cosa che ha impedito al Comune di avvantaggiarsi del forte e prolungato calo dei tassi d’interesse, che invece ha fatto guadagnare parecchio le banche.
  • L’Istituto Bancario è consulente e allo stesso tempo controparte, in evidente conflitto d’interessi. I derivati sono strumenti complessi: per comprendere realmente l’opportunità, la convenienza e i rischi dell’operazione sono necessarie competenze tecniche di elevato livello. Le banche sono esperte, in genere gli Enti Pubblici non lo sono. Non crediamo sia questo il caso del Comune di Torino che ha avuto ed ha Assessori al bilancio e alle finanze sicuramente non sprovveduti in materia e in grado di avvalersi anche della Corte dei Conti stesa - e non di consulenti privati – per comprendere e valutare al meglio la convenienza economica dei derivati sottoscritti, cioè la loro effettiva efficacia nel realizzare la finalità annunciata, quella di ridurre l’esposizione al rischio di mercato legata a mutui o emissioni obbligazionarie in cui il Comune è debitore.
  • I contratti sono scritti in lingua Inglese, non sono tradotti in lingua italiana e il Foro competente è quasi sempre a Londra
  • Ad aggravare il tutto c’è la questione della manipolazione dell’Euribor: dal 2005 al 2008 alcuni grandi banche (Barclays, Deutsche Bank, Royal Bank of Scotland, Société Générale, JP Morgan, Crédit Agricole, HSBC) hanno realizzato un’intesa volta a distorcere e manipolare il procedimento di fissazione dell’Euribor. La Commissione Europea (caso AT 39914), con pronunce del 4/12/2013 e del 7/12/2016, ha accertato la condotta illecita di quelle banche, irrogando nei loro confronti sanzioni per circa 1,5 miliardi di euro e dichiarando l’Euribor illegittimo per quanto riguarda quegli anni. Le pronunce sono state pubblicate alla fine del 2016, ma il Comune non si è mai attivato per capire se esistono le condizioni per chiedere alle banche la restituzione di tutti gli interessi indebitamente pagati in quegli anni, né la Corte dei Conti ha segnalato qualcosa. Perché? Solo di recente l’assessore Rolando ha dichiarato che il Comune non si attiverà, perché sarebbero coinvolti solo i contratti di RBS (che hanno segno positivo). Segnaliamo però che, stando a quanto sostenuto da diverse fonti, il tasso è comunque illegittimo, a prescindere dalla banca con cui un contratto è stato stipulato.
  • Il Comune ha deciso circa la sottoscrizione dei derivati di solito attraverso delibera di Giunta. Ma la competenza sarebbe spettata al Consiglio Comunale, visto che tali contratti comportano costi che impegnano il bilancio degli esercizi successivi (art. 42 Testo Unico degli Enti Locali).
  • Riguardo al contratto per cui è stato stipulato un mirror, perché non ci si è mai attivati, agendo in giudizio per chiedere la nullità? In quel derivato le condizioni contrattuali erano tali per cui il Comune sarebbe stato sempre in perdita, durante tutta la durata del contratto, a prescindere dall’andamento dei tassi di mercato. È normale che un istituto di credito (Unicredit) proponga un prodotto del genere? È normale che un Comune accetti quelle condizioni? Peraltro su un capitale nozionale di quasi 300 milioni di euro … È normale che, per annullare gli effetti di quel contratto, due anni dopo sia stato stipulato un altro derivato (mirror, cioè uguale e speculare), con un’altra banca (JP Morgan Chase)? E perché JP Morgan accettò di stipulare un contratto sempre in perdita per sé stessa, e per somme così elevate? In cambio di cosa? Non si è così conferito a JP Morgan un enorme potere di condizionamento?
Quindi non solo Il Comune ha scommesso su previsioni che poi si sono rivelate errate, ma anche la struttura dei contratti, in alcuni di essi sbilanciata a favore delle banche, ha contribuito al fallimento per il Comune di queste operazioni, così anziché ridurre l’esposizione al rischio legato alle variazioni dei tassi di mercato relativo a mutui ed emissioni di Boc, il Comune si trova a dover pagare sia gli interessi su mutui e Boc sia gli interessi sui derivati.
Se si guarda bene, peraltro, gli aspetti da noi evidenziati coincidono con quelle segnalati, in molti documenti, dalla Corte dei Conti relativamente ai derivati degli EELL; l’ultima in ordine di tempo è la Relazione della Corte dei Conti nell’ambito dell’Indagine conoscitiva del 2015 della VI commissione parlamentare sui derivati.
A fronte delle suddette condizioni irragionevoli contenute in alcuni derivati torinesi, sarebbe risultato e risulterebbe fondamentale l’intervento della Corte dei Conti, di vigilanza sulla legittimità delle operazioni e sulla corretta gestione delle risorse pubbliche locali, segnalando al Comune le azioni necessarie per difendere queste ultime. Ciò è stato fatto da altre sezioni regionali della Corte, ad esempio quella ligure (che, nelle pronunce rese nell’adunanza del 22 settembre 2017, ha fatto emergere tutti i dubbi sulla finalità di “copertura” e le molte altre criticità dei derivati sottoscritti dalla Città Metropolitana di Genova e del Comune di Genova).
È necessario difendere le risorse pubbliche dalla “finanziarizzazione” che si è realizzata spesso in maniera illegittima attraverso i derivati, i quali peraltro impoveriscono i cittadini non solo a livello comunale: solo l’anno scorso lo Stato ha perso per questi strumenti 5,5 miliardi euro (con perdite previste per il futuro pari 31,5 miliardi euro), la Regione Piemonte ha visto scomparire 60 milioni euro e la Città Metropolitana di Torino più di 9 milioni di euro.
Torino, 18 giugno 2018
                                                                                                                ASSEMBLEA21

venerdì 8 giugno 2018

Prossimo incontro - 18 giugno, ore 21


incontro settimanale 
lunedì 18 giugno alle ore 21:00 
presso il CSOA Gabrio, via Revello 42

all'ordine del giorno l'organizzazione dell'iniziativa su debito e derivati 
proseguimento di quella sotto la ssede della Corte dei Conti di lunedì 4 giugno

Per chi suona la campana - lunedì 18 giugno

Lunedì 4 giugno abbiamo suonato la campana per i giudici della Corte dei Conti che ancora non si pronunciano sui contratti derivati della città di Torino, nonostante le inchieste aperte.

Siamo stanche e stanchi di regalare ogni anno milioni di € a Intesa Sanpaolo, Unicredit, Dexia, Bank of Scotland e JP Morgan per pagare gli interessi sui contratti stipulati in base all'indice Euribor, palesemente contraffatto, come ha anche sentenziato la Commissione Europea nell'ormai lontano 2013.

Nel bilancio di previsione comunale 2018 sono stati stanziati ben 16 milioni di euro per i “tributi” alle banche sottratti, come sempre, dalle politiche di sostegno al lavoro, al reddito, alla casa, alla cultura, al verde, alla mobilità e ai beni comuni che lentamente strangolano noi e la nostra città.
Il problema dei derivati è un problema politico e noi non smetteremo di denunciarlo: torneremo sotto il Comune di Torino che, nonostante le boutade sui media e social, ancora non ha mosso un dito per fermare questa emorragia di soldi... nostri!

Ci troviamo lunedì 18 giugno al C.S.O.A. Gabrio di via Millio 42 alle ore 21, per condividere insieme le prossime azioni.